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Padre Francesco Occhetta conclude dodicesimo anno della Scuola di Dottrina Sociale

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Padre Francesco Occhetta conclude dodicesimo anno della Scuola di Dottrina Sociale

Padre Francesco Occhetta conclude dodicesimo anno della Scuola di Dottrina Sociale

Il grido della Chiesa italiana per difendere il lavoro e i tanti “lavori” sottotutelati, in un mercato del lavoro che in Italia vive il drammatico gap tra i lavoratori “tradizionali”, tutelati e ben pagati, e i nuovi lavoratori più giovani senza tutele e senza diritti.

Ritornare a fare politica e anzitutto prepararsi alla politica attraverso la formazione,  superando la tentazione dell’ indifferenza e del ripiegamento individualistico.

Sono alcuni dei messaggi con i quali padre Francesco Occhetta, membro del comitato scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, ha concluso il dodicesimo anno della Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa promossa dalla Diocesi di Lamezia Terme, con la prolusione finale nella sala dell’ex seminario vescovile, che ha visto insieme le tre sedi di Lamezia, Falerna Marina e San Pietro a Maida.

Prendendo spunto dalle sollecitazioni della Settimana Sociale di Cagliari dello scorso ottobre, Occhetta ha ricordato che “la Dottrina Sociale della Chiesa nasce a fine ‘800 per dare voce a quei lavoratori che non avevano voce, come i bambini che lavoravano nelle miniere o le donne sfruttate.

Anche a Cagliari abbiamo levato il nostro grido sui lavori non degni, sui lavori svolti da tanti giovani oggi nel nostro Paese che non si basano più sul tradizionale rapporto di subordinazione, con le relative  tutele, ma su commissioni occasionali nella maggior parte dei casi sottopagate.

A Cagliari abbiamo raccontato cinquecento buone pratiche già messe in atto nel nostro Paese per creare lavoro nel nostro Paese e abbiamo esposto alcune proposte significative al presidente del consiglio Gentiloni e al presidente del Parlamento Europeo.

Il mercato del lavoro è cambiato anche nel nostro Paese e occorre dare risposte ai tanti lavoratori sottotutelati e sottopagati”.

Per Occhetta “il reddito di cittadinanza non è la soluzione”e invece rilancia l’idea maturata propria alla Settimana Sociale di Cagliari “di tavoli per il lavoro da costituire in ogni diocesi tra tutti  i soggetti che possono creare le condizioni per l’occupazione: imprese, sindacati, terzo settore.. Ragionare insieme, fare squadra per creare lavoro”.

Per il gesuita “è importante per i cristiani impegnarsi in politica, di fronte alla sensazione che a un sempre maggior numero di cittadini nel nostro Paese non interessi nulla della vita comune. Tornare a fare politica per dare voce a chi oggi non ce l’ha”.

“Da sempre il messaggio centrale della Chiesa è che la persona sta al centro della vita della Nazione”, ha affermato il vescovo Luigi Cantafora richiamando “l’esigenza per i cristiani di fare politica e di fare una politica nuova.

Guardando ai grandi modelli e ai grandi uomini del passato, per ritrovare quella spinta per assumersi la responsabilità di ricercare e costruire il bene comune”.

In apertura dell’incontro il direttore dell’ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro don Fabio Stanizzo, ringraziando padre Francesco Occhetta per la sua presenza a Lamezia Terme, ha sottolineato la presenza all’appuntamento conclusivo della Scuola di Dottrina Sociale degli studenti di due istituti superiori cittadini, il Liceo Campanella e l’Istituto Tecnico Economico “Valentino De Fazio”.

“La collaborazione con le scuole per noi è fondamentale per gettare nella nostra città i semi di un nuovo protagonismo dei giovani nella ricerca del bene comune”, ha sottolineato Stanizzo invitando i giovani “a credere nei loro sogni e al tempo stesso a scegliere con realismo i loro percorsi formativi e professionali futuri”.

 

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