Festival delle erranze e della filoxenia. Progetto Gedeone: domani nessun evento

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Il 20 maggio presentazione Festival delle erranze e della filoxenia

Antonio Mangiafave (Progetto Gedeone): incomprensibile il nodo burocratico che ha condotto all’annullamento dell’evento

LAMEZIA. Poco più di un mese fa vi parlavamo del Festival delle erranze e della filoxenia che avrebbe unito culturalmente e attivamente il paesi del Reventino con appuntamenti alla riscoperta della storia e della vocazione all’ospitalità e all’accoglienza che è propria di questa terra. Purtroppo, alla vigilia del primo evento previsto per domani all’Abbazia benedettina e curato dal gruppo del Progetto Gedeone guidato da Antonio Mangiafave, vien fuori che proprio questo appuntamento apri fila è stato annullato.

Fra poco meno di mezz’ora, all’Ecomuseo Luogo della Memoria di Lamezia Terme, Antonio Mangiafave e i suoi collaboratori spiegheranno le ragioni che hanno condotto a tale annullamento repentino. Al momento, raccogliamo su queste pagine la protesta dello stesso Mangiafave.

Il presidente dell’Associazione Comunità di Volontariato SS. Pietro e Paolo, associazione capofila della rete Progetto Gedeone, non nasconde di certo la propria delusione vedendosi negare dal “Settore promozione del territorio” del comune di Lamezia Terme l’autorizzazione per l’evento “Tra storia e spiritualità” previsto per domani all’Abbazia Benedettina di Sant’Eufemia. “La manifestazione aveva fin da subito suscitato l’interesse di molti, soprattutto per via della location poco conosciuta persino dai lametini anche perché costantemente inaccessibile, come tutti gli altri beni archeologici in città”, spiega Mangiafave, aggiungendo che “l’evento era stato autorizzato dal Commissario Prefettizio dottor Alecci e sullo stesso è stato espresso parere favorevole da parte della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone”.

Tuttavia qualcosa è andato storto.

“Giro e rigiro le carte ma non riesco ancora a capacitarmi!”, fa sapere Antonio Mangiafave, “Abbiamo proposto un evento interessante, ero felice perché il Commissari Prefettizio ci aveva dato ascolto, autorizzandoci con la sobrietà che lo contraddistingue: poche parole, una firma e sorrisi d’approvazione. A dire il vero non mi sono stupito più di tanto quando il documento non si trovava più nell’ufficio cultura. Qualcuno sosteneva che non fosse mai stato protocollato”. Il rappresentante di Progetto Gedeone spiega però d’aver visto coi propri occhi il documento, d’averlo addirittura stampato e consegnato a mo’ di promemoria. Tuttavia, continua, “dal 22 maggio al 25 giugno la nostra proposta è rimasta nel limbo dei dirigenti addetti, causandoci continui mal di testa. Un continuo rimandare, un persistente ‘manca quello,  non sapete fare questo’ un’altezzosa pignoleria e per concludere il rifiuto di riceverci, in orari d’ufficio”.

Il sospetto di Mangiafave, col senno di poi, è che quei continui rimandi a momenti successivi fossero sintomo della volontà di ritardare per poi addebitare a Progetto Gedeone la responsabilità del mancato conferimento della documentazione in tempi utili.

La situazione intanto si è fatta sempre più enigmatica per gli organizzatori dell’evento: da un lato, “l’autorizzazione di un Commissario e il documento a favore della manifestazione firmato dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, richiesto dal Comune ma probabilmente neppure necessario, vista la tipologia d’evento”, dall’altro “il settore cultura che non ti autorizza e sembra addirittura che ti voglia boicottare, confutando con arroganza, nonostante l’evidenza”.

Non manca il beneficio del dubbio, nel senso che Mangiafave mette in conto la possibilità che i “funzionari abbiano letto con leggerezza le carte di quella che doveva essere una manifestazione con un tema ‘compatibile con le esigenze di tutela e valorizzazione dell’Abbazia Benedettina di Sant’Eufemia’”. In ogni caso, la descrizione appariva ai promotori abbastanza chiara, “perché, ad esempio, era scritto chiaramente che per la manifestazione non erano previsti cavi elettrici né casse d’amplificazione. Quindi perché mai insistere ancora nella richiesta di documentazioni dettagliate su questi argomenti?”.

Il rappresentante di Progetto Gedeone ha affermato d’aver tentato di spiegare ulteriormente la propria posizione, senza però ottenere alcuna risposta. “Allora che fare?”, e su questo interrogativo, con le carte in mano, dà via alla protesta.

Redazione

 

 

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