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Lamezia Terme a teatro per la prima della stagione di AMA Calabria

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Lo Monaco AMA Calabria Pirandello

In principio fu “‘A birritta cu’ i ciancianeddi”, commedia in dialetto siciliano rappresentata per la prima volta nel 1917. Un anno più tardi la commedia fu tradotta in lingua italiana con il titolo di “Il berretto a sonagli” e da allora ha accresciuto la sua fama a grande classico del teatro italiano, una delle rappresentazioni più riproposte e conosciute del grande scrittore e drammaturgo Luigi Pirandello.

Primo appuntamento della stagione AMA Calabria

Si apre con questa celebre commedia, a Lamezia Terme, la stagione teatrale 2017/18 di AMA Calabria. II trepidante pubblico, noncurante dei primi assaggi delle pungenti brezze invernali della sera, che ha riempito rapidamente il teatro Grandinetti, ha lasciato piacevolmente sorpresi il direttore artistico Francesco Pollice e il sindaco della città Paolo Mascaro, addetti agli onori di casa. Il maestro Pollice si è detto “estasiato dall’adesione della città […] per questa stagione dedicata alla città che compie cinquant’anni”; allo stesso modo il primo cittadino ha espresso la sua felicità con un punto di vista più generale: “Camminiamo insieme per la nascita e la rinascita di una grande città”.

A dar vita a Ciampa, il pirandelliano personaggio offeso nell’onore, è l’attore siciliano Sebastiano Lo Monaco, oramai ospite fisso dei palcoscenici calabresi e lametini, parimenti a Maria Rosaria Carli, la protagonista femminile della commedia, una habitué della regione.
La rivisitazione di Lo Monaco de “Il berretto a sonagli” è stato il primo dei 12 spettacoli che accompagneranno Lamezia Terme fino alle porte della prossima primavera, quando la città sarà già nel vivo (o dovrebbe esserlo) di quei festeggiamenti per il proprio cinquantenario dalla fondazione. Una iniziativa artistica importante, che anche quest’anno rinnova la sua tradizione.

Sebastiano Lo Monaco AMA Calabria

La risposta di Lamezia Terme

Tema cardine della rappresentazione è quello della pazzia, infatti, tra le riflessioni più profonde che la commedia vuole attivare vi è quella relativa alle tre corde della mente umana teorizzata da Pirandello: la corda civile che permette all’uomo di contenersi dal volere sottomettere gli altri, sopprimendo l’istinto animalesco, quella seria, dedita alla pacificazione degli animi, all’equilibrio morale, e infine la corda pazza, quella che spegne il lume della ragione e affida le azioni dell’individuo all’istinto e alla follia.
Una corda pazza che, in questo momento storico, sembra voler congiungere a sé, con tutto il suo carico di problemi e interrogativi, la popolazione di Lamezia Terme, una città che non vuole rinunciare alle arti, che va a teatro, invitta, nonostante il complicato periodo politico; un momento particolarmente complicato che non altera la voglia che la città ha di mantenere una importante posizione nello scenario culturale della regione e di non privarsi del buon sapore del teatro, essenziale per contrastare il gusto amaro figlio di un futuro tutt’altro che chiaro e che vede il comune della Piana al centro di controversie confuse e di certo poco onorevoli. La stagione teatrale di AMA Calabria è cominciata e Lamezia Terme, forte signora vicina alla mezza età chiamata alla prova di maturità, ha risposto bene alla convocazione.

Antonio Pagliuso

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