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Lamezia. La terna commissariale Asp ripristina il servizio trasfusionale

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ospedale lamezia

Di recente la terna commissariale che amministra l’ASP di Catanzaro dopo il suo scioglimento per mafia ha approvato la delibera n. 154/2021, che dispone di mantenere attivo per 12 ore (H24) il servizio Trasfusionale del nostro ospedale

Comunicato Stampa

Un obiettivo raggiunto con gli sforzi congiunti delle ripetute ed allarmate richieste di personale e mezzi avanzate dal Primario Nico Fusto e delle decise battaglie della rete di quelle associazioni che da oltre un decennio si battono per arginare il declino e rilanciare la sanità pubblica del lametino.

E però si tratta non solo di un pannicello caldo ed insufficiente, ma di una delibera che di sicuro passerà agli annali del diritto amministrativo, tanto è abnorme, illogica ed insulsa nella sua parte deliberativa.

Si può comprendere che i tre commissari non possano compulsare o approfondire l’esame di ogni delibera, ma è bene suggerir loro (ed anche al Commissario Longo) di considerare attentamente che non potranno mai portare l’ASP fuori dall’illegalità in cui l’hanno trovata, se non riflettono sul fatto che non possono fidarsi ciecamente delle proposte di delibera che gli sottopongono quegli stessi burocrati che da anni siedono agli stessi posti e che in gran parte sono responsabili dello stato di illegalità che ha portato a sciogliere l’ASP per mafia.

La proposta che i tre commissari hanno ricevuto sul tavolo è stata avallata dalle firme del Responsabile del Procedimento, del Direttore del Dipartimento dei Servizi Sanitari e del Direttore Amministrativo dell’ASP, che però hanno avuto la furbizia di impostarla come se fosse un atto formulato e proposto dal Direttore dello stesso Servizio Trasfusionale del nostro ospedale per cercare di non assumersi la responsabilità di quanto hanno scritto. E se ne capisce subito il perché.

Questa proposta alla terna commissariale parte dalla giusta constatazione che la precedente delibera che riduceva l’orario del nostro Servizio Trasfusionale a sei ore (H6) è illegittima, in quanto contrasta nettamente con il DM 70/2015 in cui è previsto per i presidi ospedalieri DEA di 1° livello, come il nostro, un orario H24 del Servizio Immunotrasfusionale. A conclusione di un tale corretto e incontestabile ragionamento, però, quella stessa proposta di delibera prevede subito dopo di mantenere nel Servizio trasfusionale del nostro ospedale l’attuale articolazione H12 o, udite udite, istituire in subordine un servizio aperto H24. Roba da buttare immediatamente nel cestino, ma, per citare Manzoni, la sventurata (Commissione Straordinaria) rispose, deliberando come orario esattamente quello proposto.

C’è da immaginare che in futuro tutti i corsi di diritto amministrativo delle università italiane, se non mondiali, la porteranno ad esempio di “dissociazione amministrativa”, nuova categoria di illegittimità per abnormità ed illogicità manifesta.

E davvero non c’è bisogno neanche di esperti di diritto, ma solo di un po’ di buon senso per capire che nessuno che sia sano di mente (o che non abbia il subdolo scopo di indebolire il buon nome e il futuro del nostro ospedale, mantenendo lo status quo gravido di enormi rischi per la salute e la vita dei pazienti) possa proporre in via principale un servizio ridotto a metà e in via subordinata un servizio intero.

Commissari, ve lo chiediamo all’unisono, non vogliamo la vostra scelta principale, dateci quella subordinata (anche perché, come da voi stessi rilevato, ci spetta di diritto). E vi chiediamo anche formalmente di avere il pudore di revocare in via di autotutela quest’oscena delibera e di disporre che il servizio trasfusionale dell’ospedale di Lamezia resti in funzione 24 ore su 24 nel rispetto del DM 70/2015 e per come era sempre stato prima della ancor più oscena delibera di Scura.

E, per inciso, liberatevi di chi vi espone a queste pessime figure, che rischiano di spopolare sui social e sul web, se non anche in qualche trasmissione televisiva.

Vi invieremo una diffida formale in tal senso, alla quale vi chiediamo di rispondere cortesemente a stretto giro, affinché cittadini, associazioni e movimenti lametini abbiano un buon lasso di tempo per eventualmente impugnare nei termini di legge ed ottenere quel che spetta al nostro ospedale.

Nicolino Panedigrano