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Lettera aperta di Salvatore De Biase al Sindaco di Lamezia Paolo Mascaro

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Salvatore De Biase

Salvatore De Biase, già presidente del Consiglio Comunale di Lamezia, ha scritto una lettera aperta al Sindaco Paolo Mascaro e all’attuale presidente del consiglio Pino Zaffina

Di seguito la missiva:

Egregio Signor Sindaco,

mi spiace constatare che alcune zone della città vivono oggi in uno stato di totale abbandono e prive di una loro progettualità.

Sambiase, ad esempio, che ha dato i natali a Francesco Fiorentino, Giovanni Nicotera, Franco Costabile, a Generali come Maione, pittori come Fiore, si trova completamente depauperata delle sue prerogative nonostante le tante risorse esistenti:  la storica Fieragricola muore, il parco Mitoio, mai citato quando si parla di parchi cittadini, situato in un luogo paesaggisticamente incantevole, abbandonato al suo destino, allo stesso modo il parco Gancia, senza dimenticare le promesse aleatorie e farlocche sul parco di Savutano. Corso Eroi di Sapri privo di un Piano per il Commercio.  Per non parlare delle frazioni, realtà produttive ormai dimenticate. Se si parla di Terme prevale la “gurna” e non si affianca un progetto di destinazione urbanistica e un investimento per far rispettare il nome di cui Lamezia gode. E dire che il chimico Francesco Ricca e il dottore in medicina e chirurgia Giuseppe La Camera eseguirono nel XIX secolo i loro studi sulle acque minerali di Sambiase Ultra dove, sulla base della teoria umorale ippocratica e quella successiva dell’umore prevalente del Galeno, gli abitanti (ovvero i sambiasini) risultavano, a causa del beneficio delle loro acque termali, dal temperamento bilioso, fieri d’impeto e d’ambizione, rapidi nella crescita, pronti nell’apprendere, audaci ed astuti, magri ed asciutti, mendaci e volpini e che tali si differenziavano da quelli sanguigni flemmatici.                                                                 

A questi elementi si aggiungono: le Cantine tutte chiuse; l’Enopolio smarrito; i due Cinema serrati; la Stazione ferroviaria cancellata; il Carcere sprangato, così come il diurno. Parecchie strutture sono abbandonate a se stesse: gli Uffici del Dazio, la Guardia Medica, il Centro Prelievi, l’Ospedale Sambiasino, il quale operava nella struttura destinata fino a qualche anno fa, alla Caserma dei Carabinieri, meglio conosciuta come Palazzo Nicotera, oggi nobilizzata da un privato. Ed ancora: persi il Comando Vigili Urbani, così come la Delegazione Operativa; Scuole come il magistrale e l’industriale; Il Macello Comunale, oggi struttura della Protezione Civile. Il Museo della Memoria ingratamente chiuso. Per finire, finanche la delegazione Comunale è chiusa, là dove, sulle pareti dell’ex sala Consiliare, la storia grida il mortificante abbandono.

Alle disattenzioni verso Sambiase si aggiungono quelle verso Sant’Eufemia sede dell’aeroporto, della Stazione Ferroviaria, dello svincolo dell’autostrada, del florovivaismo e della zona industriale. Eppure abbandonata al suo destino, al continuo degrado e a una mancanza di progettualità da parte dell’amministrazione comunale (basta citare lo zuccherificio). Si attendono i progetti regionali per i lavori sulla stazione ferroviaria e l’aeroporto, ma al Comune di Lamezia Terme persiste una paralisi inquietante.

E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad una miriade di problematiche, ma il dramma imperdonabile è sotto gli occhi di tutti: non si capitalizzano le più grandi risorse del territorio.

Ci troviamo di fronte ad uno svilimento inammissibile della nostra storia e delle nostre tradizioni, su cui invece si dovrebbe riflettere e investire. Per questo Le lancio un appello: occorre un progetto per  Lamezia, che rispetti le vocazioni dei territori, ne rilanci la storia e le prospettive di sviluppo della città nel suo complesso. Un progetto che integri alla perfezione le realtà territoriali esistenti. Le condizioni ci sono, ne attendiamo con fiducia gli sviluppi.

Salvatore De Biase