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Panedigrano: “Grave la temporanea sospensione del servizio trasfusionale”

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ospedale lamezia

Il Direttore del Servizio Trasfusionale del nostro ospedale ha comunicato ai vertici ASP che dal 18 al 31 Gennaio, nelle ore notturne e festive, per mancanza di personale, sarà sospesa la reperibilità, che si potrà in quelle ore far fronte alle eventuali emergenze solo con le pochissime scorte di sacche di sangue e che per interventi trasfusionali superiori alle scorte i pazienti dovranno essere trasferiti nell’Hub di Catanzaro o in altri Presidi Ospedalieri

Comunicato stampa

“Non crediamo ai nostri occhi e non sappiamo se veramente una intera area di oltre 200 mila persone è stata e sarà lasciata in questi giorni ed in queste ore senza il Servizio Trasfusionale. Vogliamo sperare che non sia vero o che i problemi siano già stati superati e risolti e che l’attività sia ripresa nel pieno rispetto delle leggi e della salvaguardia della salute dei cittadini.
La sospensione del servizio significherebbe altrimenti che non è assicurata la necessaria presenza specialista degli operatori di quel reparto e quindi di fatto l’interruzione del servizio stesso, con gravissimi rischi per la salute e addirittura per la vita dei pazienti e con incommensurabile danno all’immagine del nostro Ospedale.
E’ evidente che non si può neanche ipotizzare la sospensione di notte e nei festivi del servizio trasfusionale in un nosocomio che ha più di 200 posti letto aperti e funzionanti e tuttora elevati numeri di accesso al pronto soccorso, a chirurgia e ad ostetricia.
Chi di dovere (Regione, Commissario ad acta, ASP e, perché no?, Procura della Repubblica) deve assicurare ai Cittadini che questa procedura non causi danni, perché, in questo settore di emergenza Trasfusionale, i danni quando si verificano sono irrimediabili, come insegna la morte a Cetraro di una puerpera avvenuta qualche tempo fa.
Noi non intendiamo celebrare la notte del nostro Servizio Trasfusionale. Anche perché questo colpo incredibile fa seguito a quanto è accaduto con il reparto destinato ai malati di Coronavirus, prima aperto (non si sa con quale specifica autorizzazione e per quale reale attività) ed ora drasticamente ridimensionato a causa della pessima gestione delle norme anti contagio, nonché ad un lungo periodo, in cui praticamente non passa giorno che non vengano fuori criticità, carenze ed assenze di personale.
Bisogna capire, allora, cosa si voglia fare del nostro Ospedale. L’ASP ha preso atto nel suo Piano delle Performance che, dopo oltre dieci anni di tagli e chiusure di reparti, il nostro Ospedale continua tuttora ad esser punto di riferimento per la nostra popolazione e per un’area ancor più vasta e che per frequenza di accessi il nostro nosocomio viene subito dopo i grandi Ospedali Regionali.
Non può quindi lasciare un ospedale di questa dimensione senza servizio trasfusionale nelle ore notturne e festive. Altrimenti crescerà ancor di più la spinta verso la migrazione sanitaria e continueremo ad ingrassare i bilanci di quella Lombardia, che ora chiede la distribuzione dei vaccini in base al PIL, nonostante l’Italia soffra di squilibri nella sanità tanto gravi da comportare che la spesa sanitaria nella stessa Lombardia ammonti ad oltre 2.400 euro pro capite, mentre in Calabria è di soli 1.600 euro pro capite all’anno.”