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Platania. Grande successo per il convegno sulla crisi afghana

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Grande e corale partecipazione di oltre 200 cittadini (nel rigoroso rispetto del distanziamento sociale) l’altra sera al convegno organizzato a Platania da Ambulatorio Solidale Prima gli ultimi, in collaborazione con le locali associazioni Proloco e Gruppo Micologico Reventino e con la partecipazione della giovane platanese, dr.ssa Francesca Gigliotti, operatrice umanitaria responsabile delle Risorse Umane di Medici Senza Frontiere (MSF)

Comunicato Stampa

Dopo un iniziale minuto di silenzio osservato da tutti i partecipanti in ricordo del mai abbastanza compianto Gino Strada, ha porto i saluti il Sindaco di Platania, geom. Michele Rizzo, che si è detto orgoglioso dell’alto ruolo umanitario svolto dalla sua concittadina nella benemerita e prestigiosa organizzazione di solidarietà internazionale, esortando i compaesani a rendere sempre più forte ed incisivo il contributo che comunque già danno alle tante esperienze di volontariato.

La dr.ssa Gigliotti ha prima illustrato il grande lavoro umanitario svolto da MSF in tante aree disagiate di tutto il mondo in occasione di disastri, guerre, epidemie e in condizioni difficili, aggravate da forti contrasti etnici, religiosi, economici e sociali tra le popolazioni assistite. Un lavoro prezioso e svolto in assoluta indipendenza, ma nel rispetto delle culture di ogni popolo, che è valso a MSF il Premio Nobel per la Pace.

Stimolata, poi, dalle puntuali e pertinenti domande del cardiologo Butera, uno dei fondatori di Ambulatorio Solidale Prima gli Ultimi, che forte della sua esperienza di volontario e di frequente viaggiatore nei paesi dell’Asia Minore le ha chiesto di descrivere il suo impatto con le condizioni sociali e culturali in cui vive il popolo afghano, la dr.ssa Gigliotti ha anche raccontato della sua appassionante esperienza sul campo in Afghanistan, in particolare nell’ospedale materno-infantile realizzato da MSF a Khost, dei problematici rapporti tra operatrici e soprattutto operatori umanitari stranieri con donne e bambine afghane, che già prima di questo secondo ritorno dei talebani dovevano essere costantemente accompagnate ed autorizzate da un familiare maschio; della grande forza di volontà delle donne, che pur in queste condizioni di schiacciante sudditanza riescono a dare un grande contributo di lavoro persino come operatrici umanitarie locali di MSF; delle evidenze, subito manifestatesi, di un peggioramento delle condizioni e dell’incidenza sull’assistenza che la sua organizzazione umanitaria sta rilevando in questa caotica ripresa del potere da parte dei talebani.

In conclusione l’avvocato Panedigrano, presidente di Ambulatorio Solidale Prima gli Ultimi, ha voluto ricordare, riprendendo le parole di Roberto Saviano, che queste continue guerre fratricide in Afghanistan sono in realtà lotte tra bande di narcos per il controllo del mercato dell’oppio e dell’eroina importati e venduti nei nostri paesi occidentali; che queste guerre non solo devastano il proprio paese e massacrano il proprio popolo, ma, provocando un continuo e disperato flusso migratorio, stanno creando tragiche condizioni di nuova schiavitù e di abbassamento del livello di vita delle classi meno abbienti del nostro paese.

Tutto questo ha già rese necessarie le aperture da parte di Emergency di un ospedale da campo a Polistena e da parte di MFS strutture a Palermo e Lampedusa ed ha spinto medici e volontari ad organizzare l’ambulatorio solidale del lametino in collaborazione con la Caritas diocesana e con altre organizzazioni del sociale.

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