PSDI: in Calabria c’è bisogno di una rivoluzione culturale

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Martedì 21 maggio il PSDI Calabrese ha riunito nella sede regionale di Lamezia, il proprio Ufficio Politico per valutare, anche in vista del prossimo appuntamento elettorale, la situazione del Paese e della Calabria in particolare

Comunicato Stampa

Oltre ai componenti dell’ufficio politico regionale, ha partecipato il vice segretario nazionale vicario Piero Lamberti.
La riunione, partecipata e condivisa ha visto la presenza, oltre che di numerosi iscritti, anche del rappresentante lametino del PSI Maurizio Moriconi che ha portato i saluti del PSI calabrese.
Dal dibattito è emersa chiaramente la consapevolezza di come il PSDI, dopo mesi di lungo lavoro organizzativo, sia diventato in Calabria, una realtà concreta e ramificata nel territorio. Tanto che nell’ultimo incontro di Roma, dove il 16 maggio scorso si è tenuta una importante riunione organizzativa del partito, l’esperienza calabrese ha avuto modo di essere indicata come il modello socialdemocratico rappresentativo di un’idea di società solidale.
Nasce, quindi, per i socialdemocratici calabresi la consapevolezza di aspirare ad essere sempre più interlocutori seri ed affidabili di chi, in questa terra di Calabria martoriata e sfruttata e sempre più vittima della corruzione e del malaffare, ha voglia di riorganizzare seriamente un campo di confronto politico per diventare protagonisti del cambiamento nelle città e nel territorio.
Un campo che ha bisogno di nutrirsi di una rinnovata relazione con le giovani generazioni e con le periferie intese non solo dal punto di vista territoriale, economico e sociale.
Un campo che faccia i conti con le diseguaglianze profonde, con il malessere, ma soprattutto con quel tasso di povertà assoluta che sta crescendo e che è visibile nel quotidiano.
I socialdemocratici calabresi, emerge dalla riunione di martedì, sono consapevoli che una rivoluzione culturale deve essere compiuta perché la politica, senza una base culturale, frutto di profonda conoscenza, non vive di vita propria ma di rappresentazione, mima la realtà e non la rappresenta.
Quella base culturale si è cercato di definirla e si vuole ora trasmettere non solo dentro al Psdi, ma attraverso l`interlocuzione con un campo vasto, un campo sociale, civico e politico, un campo capace di competere con le spinte populiste.
Pezzi importanti del movimentismo e del civismo, infatti, si sono ritrovati attorno ad una idea ed hanno cominciato a costruire una piattaforma programmatica concreta, fatta di importanti obiettivi facilmente raggiungibili per ridare dignità alla nostra Regione.
E’ stata data vita ad un’operazione politico/culturale significativa: creare un luogo dove, in forme non episodiche, si è potuto lavorare insieme: Associazioni, quadri politici, amministratori, semplici cittadini e personalità impegnate nelle professioni, nelle associazioni e negli istituti culturali. Un lavoro fatto a più mani tra diverse sensibilità e competenze che ha avuto come prioritaria la “questione Calabria”.
E’ stato cioè realizzato, sul piano politico un’iniziativa inedita ed innovativa individuando un percorso utile affinché tutte quelle realtà che oggi non si riconoscono nella politica, nella capacità propositiva dei partiti, si sentano ascoltate, interpretate e rappresentate. Certo, si è consapevoli che il percorso non è ancora compiuto, che è ancora tempo di tessitura per riuscire a costruire quel campo aperto che si candida al governo della Regione. Un campo che sia unito e competitivo dove nessuno possa essere pregiudizialmente escluso.
Numerosi gli interventi di condivisione della linea politica intrapresa.
Dopo l’ampia ed articolata relazione del commissario regionale del PSDI Mimmo Scagliola che ha illustrato i punti programmatici salienti individuando, altresì, il percorso da seguire per la realizzazione di un articolato strumento programmatico che sarà alla base dell’azione del partito, sono intervenuti Giuseppe Marinaro, dell’associazione malati cronici di Lamezia, che si è soffermato sui guasti della sanità calabrese e sui possibili rimedi, Lamberto Lamberti di Paola che ha posto l’attenzione sulla necessità di diffondere l’iniziativa sul territorio calabrese tutto con interventi specifici nelle diverse realtà, Giuseppe Caruso di Lamezia ha illustrato le idee sulla giustizia e su una serie di situazioni che non agevolano la vita di persone ed aziende e che rendono la situazione della giustizia civile, in particolare, assolutamente insopportabile.
Sono intervenuti ancora Antonio Motta intrattenutosi sulla formazione e sulle difficoltà di organizzare un lavoro qualificato e duraturo, il giovane Simone Anselmucci si è soffermato sulla necessità di rendere la politica sempre più concreta e vicina ai cittadini, ha evidenziato l’esempio delle bollette dell’energia elettrica che non sono riferite ai consumi reali ma sono gravate di tanti balzelli che pesano notevolmente sui bilanci delle famiglie.
Appassionato e puntuale l’intervento di Giuseppe Gigliotti,vice presidente Italia Nostra Calabria, che ha spaziato dalla vicenda sanitaria calabrese all’ambiente ed alla fruizione dei beni culturali ed artistici della nostra regione, dall’agricoltura alla diversità delle specie biologiche. Gigliotti ha richiamato tutti alla necessità di essere chiari nell’esporre le nostre tesi e portare avanti le nostre battaglie “mettendoci la faccia”. Solo creando lavoro serio e duraturo si possono sconfiggere le forze mafiose e delinquenziali.
L’intervento di Giuseppe Gigliotti non ha trascurato i temi ambientali. Prezioso e ricco di spunti il suo intervento.
Piero Lamberti che in diverse occasioni della riunione ha avuto modo di spiegare le posizioni del partito a livello nazionale ha salutato i convenuti dando appuntamento alle prossime riunioni che saranno tenute a breve.

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