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Rudolf Nureyev, il Signore della danza

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80 anni Rudolf Nureyev

Il 17 marzo 1938, precisamente ottanta anni fa, nasceva Rudolf Nureyev, il più grande ballerino di ogni tempo. Rivoluzionò il ruolo maschile nella danza.

 

La nascita sulla Transiberiana

Rudolf Nureyev, che da ballerino viaggerà per tutto il mondo, nasce proprio durante un viaggio. La madre Farida lo dà alla luce in treno, sulla mitica Transiberiana. La futura stella della danza nasce in prossimità di Irkutsk, in viaggio da Ufa e Vladivostok, città capolinea della ferrovia dove lavorava il padre Hamet, militare di origine tatara.

Fiero delle proprie origini Nureyev dirà: «Non so spiegare esattamente cosa significhi per me essere tataro e non russo, ma sento la differenza nelle mie vene. Siamo anche più simpatici dei russi, più sensuali; siamo un curioso miscuglio di tenerezza e di brutalità. I tatari sono più passionali, più combattivi, modesti ma al contempo astuti come volpi; l’uomo tataro è un animale grazioso ma complesso, questo è quello che sono io.»

Nureyev diventa una stella anticonformista 

La carriera di Rudolf sboccia presto. A sei anni entra in una scuola di ballo folkloristico; il bambino si appassiona alla disciplina e non la mollerà più, neppure dinanzi al volere del dispotico padre che lo vorrebbe ingegnere e lontano da quelle fantasie che probabilmente vede più adatte a una bambina.

A vent’anni Nureyev entra nella prestigiosa scuola di ballo del Kirov di Leningrado dove corregge piccoli difetti di impostazione e diventa presto il primo ballerino con cui tutte le danzatrici desiderano duettare.
Le regole della scuola del Kirov e del regime sovietico però cominciano a soffocare Rudolf Nureyev che medita l’abbandono della patria. Così nel 1961, durante una tournée a Parigi, Nureyev lascia la compagnia e chiede asilo politico al governo francese.

Libertà sessuale in Europa

Oltre alla libertà di espressione e di pensiero, in Europa l’anticonformista Nureyev riusce ad avere una libertà sentimentale che in Unione Sovietica non gli era concessa.
Ebbe una relazione con Erik Bruhn, danzatore prima e direttore del Balletto reale svedese poi, e con l’attore americano Anthony Perkins, conosciuto in tutto il mondo per il ruolo di Norman Bates nel cult Psycho di Alfred Hitchcock.

Ballerino Rudolf Nureyev

La fama di Nureyev si diffonde presto in tutto il continente: il ballerino russo viene invitato in Danimarca da Vera Volkova e in Gran Bretagna da Margot Fonteyn, stelle del ballo europeo.
La Fonteyn, nonostante i quasi venti anni in più di Nureyev, fu svariate volte ripresa dal ballerino russo che con assoluta acribia pretendeva la massima precisione dalle sue partner.
Instaurò delle modifiche al mondo della danza sublimando il ruolo maschile nell’arte che, specie nel balletto classico, fungeva da semplice spalla alla star di sesso femminile. Oltre che ballerino Nureyev diventò un meticoloso coreografo, assumendo la carica di direttore dell’Opéra di Parigi nel 1983.

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La malattia e la morte

Malato da tempo di AIDS, il Signore della danza aveva una casa sull’arcipelago Li Galli nella costiera amalfitana, dove giungeva spesso durante le pause della stagione artistica. Nureyev non dette troppa importanza alla malattia, contratta intorno al 1982, e non ne parlò con nessuno fin quando i segni diventarono visibili e chiari a tutti.

Rudolf Nureyev, l’innovatore del ballo e dei suoi schemi, muore a cinquantaquattro anni in una clinica nei dintorni di Parigi il 6 gennaio 1993. È sepolto al cimitero russo di Sainte-Geneviève-des-Bois.

Antonio Pagliuso