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Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo

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Auguri! Ma per cosa? Oggi é l ‘8 marzo, festa della donna. Spesso rispondo solo con un grazie per gentilezza ed educazione, ma in realtà io non trovo nulla da festeggiare. Una festa nata più di un secolo fa come forma di rivendicazione dei diritti delle donne che hanno conquistato il suffragio universale ma ancora in molti, troppi paesi, le donne vivono sottomesse e non hanno diritto al o sul lavoro. Oggi, quindi, in tutto il mondo ci sarà una giornata di sciopero (scioperassero di più le donne, il mondo si fermerebbe, crollando) contro la violenza maschile in tutte le sue forme. Oltre 70 paesi coinvolti e oltre 40 le città italiane coinvolte con manifestazioni e incontri, organizzati dalla rete «Nonunadimeno».

Molti disagi già nelle prime ore del mattino nelle grandi città, a Milano fermi bus, taxi, a rischio treni e aerei. Uno sciopero che ha l’obiettivo di denunciare le violenze, le molestie sul posto di lavoro, la mancanza di finanziamenti e riconoscimento dei centri antiviolenza e molto di più. Sul sito nonunadimeno.wordpress.com si trova il vademecum della giornata. Azioni dimostrative questa mattina in programma anche a Cosenza. Centinaia di frasi ricoprono Piazza Bilotti, le fontane di via Arabia sono diventate rosse come il sangue delle donne uccise per quello che è stato definito “amore” ma era solo ossessione criminale.

Pensieri di donne che denunciano la società che rende possibili le discriminazioni di genere, una vera e propria denuncia a cielo aperto per dare inizio ad un 8 Marzo come giorno per arrivare ad analizzare e risolvere i problemi che quotidianamente la donna é costretta a vivere. Nota a margine: parlo con un critico cinematografico, mi parla degli Oscar 2018. Si, tutto molto bello. Ma mi chiedo: miglior attore e miglior attrice, non protagonista uomo e non protagonista donna.

E poi perché un solo regista (maschio e/o donna) un solo scenografo, un solo direttore della fotografia? Vogliamo sottolinearle, le disuguaglianze, quali sono, o abolirle?

Valentina Arichetta