LameziaTerme.it

Il giornale della tua città


Tentano di estorcere denaro per riconsegnare la casa, tre arresti

3 min read
polizia
Errore, nessun ID annuncio impostato! Controlla la tua sintassi!

Bloccati dalla Squadra mobile di Cosenza dopo la consegna dei soldi


Nel primo pomeriggio di ieri, 29 aprile, al culmine di brevi ma intense indagini, la Squadra Mobile ha arrestato in flagranza di reato di estorsione, in concorso (artt. 110, 629 c.p.), tre individui, due uomini ed una donna, tutti di Cosenza.

In particolare, la vicenda che ha portato agli arresti scaturisce dalla locazione di un appartamento in città, di proprietà di un professionista cosentino, da parte di una donna (46enne, oggi tratta in arresto), la quale lo scorso mese di febbraio era stata invitata dall’uomo a lasciare l’immobile a causa del reiterarsi di problemi condominiali (urla, schiamazzi, strane frequentazioni anche in orari notturni, oltre che molteplici rinvenimenti di siringhe nelle adiacenze dell’ingresso).

La donna aveva mostrato di accogliere l’invito ma poi aveva preteso dal medesimo un sostegno economico asseritamente per poter versare una caparra per affittare un ulteriore appartamento dove trasferirsi.

Pur di rientrare in possesso rapidamente dell’appartamento il professionista inizialmente si mostrava possibilista ad aderire all’inconsueta richiesta ma dopo, di fronte alle insistenze della donna, le diceva chiaramente di non voler corrispondere alcuna somma di denaro. La donna per tutta risposta non lasciava l’appartamento fino all’inizio del mese in corso quando lo faceva senza però riconsegnarne le chiavi.

Solo martedì scorso, 27 aprile, la donna ricontattava telefonicamente il professionista chiedendo ed ottenendo un appuntamento in Viale Trieste apparentemente per restituire le chiavi.

All’incontro però si presentavano, oltre alla donna, anche due individui, uno dei quali, poi identificato in un 55enne pluripregiudicato, anche per reati contro il patrimonio, con velate minacce, chiedeva al professionista la corresponsione di 500 euro per rilasciare l’appartamento che altrimenti non avrebbe inteso riconsegnare, il tutto alla minacciosa presenza di un secondo uomo, corpulento, lì fermo a mo’ di guardaspalle, poi identificato in un 44enne, pregiudicato.

La consegna del denaro avrebbe dovuto avvenire oggi, 29 aprile, in questo viale Trieste.

Il professionista, compresa la natura estorsiva della pretesa dell’uomo, si recava però in Questura dove sporgeva denuncia: qui gli investigatori della 4^ Sezione Reati contro il patrimonio e la P.A. della Squadra Mobile, d’intesa con la locale Procura della Repubblica, identificavano subito gli autori della richiesta estorsiva e approntavano un servizio di osservazione e di intervento per il momento della consegna del denaro.

Perciò, attorno alle ore 15, la donna de qua chiamava telefonicamente il professionista per chiedergli un incontro fuori da un bar di Viale Trieste: all’appuntamento però anche in questa circostanza si presentavano i due uomini sopra descritti mentre la donna restava in posizione più defilata. Uno dei due (il pregiudicato) reiterava minacciosamente al professionista la pretesa estorsiva per la riconsegna delle chiavi dell’appartamento mentre l’altro presenziava lì accanto sempre con aria intimidatoria. Alla fine dell’incontro, sempre monitorato dagli uomini della Squadra Mobile, il pregiudicato si faceva consegnare dal professionista una somma di denaro per riottenere le chiavi che teneva in mano l’altro uomo.

A questo punto gli uomini della Squadra Mobile intervenivano e bloccavano i due uomini, uno dei quali (il pregiudicato) veniva trovato in possesso della somma appena corrispostagli dalla vittima, nonché la donna e conseguentemente tutti e tre venivano tratti in arresto.

A bordo dell’autovettura con cui erano giunti i tre gli Agenti rinvenivano una mazza da baseball e un coltello, che venivano sequestrati.

Dopo le formalità di rito, d’intesa con la procedente A.G. il 55enne è stato associato alla casa circondariale di Cosenza mentre gli altri due, il 44enne e la donna, venivano ristretti in regime di arresti domiciliari.

Click to Hide Advanced Floating Content