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TG2-Medicina 33: puntata speciale con Luciano Onder

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Un puntata speciale con Luciano Onder

Il noto dottore-giornalista, in trasferta eccezionale, ha tutto il ghiribizzo di seminare panico, parlando di tutti i peggiori mali del mondo: ormai è acclarato!

E ora parliamo di duroni. Quand’è che si può definire tale? Quando è già duro o quando è solo un po’ barzotto?

Un rompiscatole per tanti telespettatori! Per la serie, nuoce gravemente all’ascolto!

Eppure, in veste eccezionale, il volto più noto della rubrica di medicina, sembra scomporsi un po’, oggi, rispetto al format routinario. Indorando la pillola, persino la cacciata dei Tarquini fu indolore un tempo, è solito dire! Comunque, con tono flemmatico, allungato da una tenue rima buccale, inizia a raccontare i rimedi della nonna: anzi, si corregge subito, dei nostri antenati! SPQR, Sono primitivi questi Romani: si mette a dire sorridendo, sfogliando il Regimen sanitatis Salernitatum (1050), un manuale di precetti medici in lingua latina, che fa riferimento alla Scuola Salernitana, la più importante Istituzione medievale per l’insegnamento e la pratica della medicina meridiana. E con nonchalance legge divertito alcuni paragrafi, sottolineando, nella restituzione immediata di un tono più serio, il valore della poesia che è terapeutica proprio quanto la chimica del benessere.

Caput III. De sonno meridiano

Sit brevis, aut nullus, tibi somnus meridianus. Febris, pigrities, capitis dolor atque catarrhus: haec tibi proveniunt ex somno meridiano.

Trad: Paragrafo terzo-Del sonno meridiano. Sempre il sonno ti prefiggi / nullo o breve nei meriggi. / Perocché da sonni tali / ne trarrai parecchi mali: / la pituita molesta / febbre, ignavia, e mal di testa.

Caput VII. De coena

Ex magna coena stomacho fit maxima poena. Ut sis nocte levis, si stibi coena brevis.

Trad: Paragrafo settimo -Della cena. Son le cene sontuose / allo stomaco dannose. / Perché il sonno ti sia lieve / la tua cena esser vuol breve.

Caput XII. De boni vini proprietatibus

Vina probantur odore, sapore, nitore, colore. Si bona vina cupis, haec quinque probantur in illis: farnia, formosa, fragrantia, frigida, frisca.

Trad: Paragrafo dodicesimo-Delle qualità del buon vino. Fan palese il vin sapore, / limpidezza, odor, colore / se il buon vin conoscer brami, / cinque cose ei ti richiami: / sia formoso, sia fragrante, / forte sia, fresco e frizzante.

Caput XIII a. De vino dulci et albo

Sunt nutritiva plus dulcia candida vina.

Trad: Paragrafo tredicesimo(a) -Del vin dolce e bianco. Più del grosso e colorato /Nutre il vin bianco e melato.

Caput XIII b. De vino rubro

Si vinum rubeum nimium quandoque bibatur, venter stipatur, vox limpida turbificatur.

Trad: Paragrafo tredicesimo (b)- Del vino rosso. Il vin rosso, a chi sovente /  lo beve troppo allegramente, / stringe il ventre, ed anche nuoce / al metallo della voce.

Caput LIV. De administratione diaetae

Quale, quid et quando, quantum, quoties, ubi dando, in ista notare cibo debet medicus diaetando.

Trad: Paragrafo cinquantaquattresimo- Dell’ordinazione della dieta. Come e quando, giusta il male, / quante volte, e quanto, e quale / ad assumer s’abbia il vitto / fia dal medico prescritto (contro le diete fai da sé, già allora!).

Infine, non nascondendo il suo divertissement, saluta il pubblico da casa, con una delle sue, di buon gusto, senza disambiguarla: Non tutte le medicine sono buone…alcune sono solo supposte!

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Prof. Francesco Polopoli