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Il calabrese Samuele Torchia vince il premio Michelangelo Buonarroti

2 min di lettura
Samuele Torchia finalista al Premio internazionale Michelangelo Buonarroti

Nei giorni scorsi si è tenuta la cerimonia di consegna degli attestati ai vincitori del prestigioso concorso di arte e letteratura Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti, quarta edizione

L’evento organizzato dalla presidente dell’associazione “Arte per Amore”, Barbara Benedetti, e in collaborazione con varie istituzioni e realtà nazionali, raccoglie e premia artisti e autori da tutto il mondo.

In quest’ultima edizione fra i primi dieci premiati figura l’autore lametino emergente Samuele Torchia con il suo libro “Il Tesoro di Alarico” che ha superato una selezione di oltre 500 opere.

Il calabrese Samuele Torchia vince il premio Michelangelo Buonarroti
Torchia durante la premiazione

Il lavoro di Torchia è stato giudicato dalla giuria “avvincente e istruttivo nonché profondo nei contenuti, adatto a un pubblico di tutte le età”. Inoltre l’autore sarà coinvolto in una collaborazione con l’associazione “Arte per Amore” e altri autori del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti, ad un progetto da svolgere nelle scuole.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare e promuovere l’arte e l’amore per essa fra le giovani generazioni. L’autore, unico calabrese a concorrere alla manifestazione, ha espresso il desiderio di far conoscere, proprio grazie alla sua opera, le bellezze paesaggistiche e la ricchezza storico-culturale della Calabria, dove è principalmente ambientato il romanzo.

Il libro riprende la storia di Alarico, re dei Visigoti che dopo aver compiuto il primo sacco di Roma nel 410 d.c. misteriosamente muore in Calabria nei pressi di Cosenza dove viene seppellito con tutto il tesoro di Roma. Il romanzo gravita sulla ricerca di questo tesoro da parte dei due avventurosi protagonisti.

“Cio che mi ha dato l’input per scrivere il libro – spiega l’autore – è che i fatti storici riportati sono realmente accaduti. Leggenda o no il tesoro non è mai stato ritrovato, per cui con questo libro intendo riscoprire le meraviglie della nostra terra travagliata, accompagnando il lettore, coinvolgendolo nella bellezza della storia. Attraverso le emozioni mandare voglio mandare un messaggio preciso: sta a noi tutti cambiare il finale delle nostre storie, compreso quello della nostra terra, della nostra realtà”

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