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Unilavoro. Restart: come rilanciare l’economia nel mondo post Covid

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Il covid scuote i consumi globali: nei prossimi mesi si venderà più made in Italy

Dal nuovo report redatto dalla società di consulenza di Alvarez & Marsal, in collaborazione con Retail Economics, vengono fuori dati confortanti.

Pare, infatti, che le difficoltà di approvvigionamento sperimentate dai rivenditori retail, durante questa difficilissima fase, che dura ormai da tantissimi mesi, abbiano spinto molte aziende italiane a riorganizzare i loro sistemi produttivi e le catene di forniture, con effetti incisivi sulla produzione e sui consumi.

Secondo l’indagine, nei prossimi mesi il 46% dei rivenditori prediligerà una politica di near-shoring – e cioè di riavvicinamento delle fonti di approvvigionamento –che sarà opportunamente seguita da un’altra impresa, quella che gli economisti chiamano on-shoring, manovra che si propone di riportare, all’interno dei confini nazionali, l’intera, o una parte importante della filiera di produzione.

Nei prossimi mesi, dunque, si venderanno fra i 3 ei 4 miliardi di euro di prodotti made in Italy.

Un dato confortante che pone nuovi, importanti obiettivi.

“La speranza, evidenzia Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi,  è che questa strategia possa trovare soluzioni immediate e risolutive, in grado di sollevare l’economia, indebolita, fortemente, dal periodo drammatico. Soprattutto in Calabria. Il suo status economico, già profondamente compromesso, ha subito forti danni e determinato anche qui, come altrove, un indebolimento del tessuto economico, produttivo e sociale”.

Prima il covid e poi un susseguirsi di situazioni, di carenze e di omissioni, che hanno colpito una terra piena di risorse, potenzialmente dotata, ma gestita da una politica sprovveduta. La Calabria, come ben noto, paga lo scotto della mala politica, che ha ridotto la sanità calabrese allo sfascio e che ha consentito, silenziosamente, che si operasse senza cognizione.

Tutto ciò, ha contribuito ad indebolire ogni sua potenzialità. La Calabria oggi, nel mirino delle polemiche, presenta uno scenario complesso.

Se lo Stato non è in grado di supportarla, e se non può garantirle il futuro che merita, allora è opportuno che la Calabria faccia da sé, promuovendo, a più riprese, e con costanza, una campagna che favorisca, incoraggi e promuova il made in Calabria. E’ l’appello del Vice Presidente e di tutti gli imprenditori calabresi che hanno subito gli effetti di questa drammatica situazione che ha messo in ginocchio l’economia, e che non accenna a diminuire.

Un unico grande slogan dunque, che trasformi questa manovra in un’importante opportunità di rinascita.