Carito (PD): un candidato una lista? Idea bizzarra e improvvisata

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francesco carito

Qualche giorno fa si è tenuto un dibattito pubblico in merito all’idea Un candidato Sindaco, una lista frutto delle elucubrazioni di un Comitato, chiamato “4 gennaio 2018”, nato apparentemente per la commemorazione del cinquantenario della città e divenuto in gran fretta centrale operativa per il (ri)lancio di qualche politicante bisognoso di restyling.

Comunicato Stampa

Ma, tornando alla proposta, nella sostanza si vorrebbe sostituire il commissariamento governativo a seguito dello scioglimento (che pare rischi purtroppo di prolungarsi) con un commissariamento dei Partiti e della politica che non ha eguali in nessun altra città italiana.

Significherebbe, quindi, non solo un’ abdicazione della politica vera, ma anche una stigmatizzazione negativa della nostra città che può e deve riprendersi dal trauma del terzo scioglimento con le proposte di buon governo che abbiamo tutti il tempo di mettere a punto, senza inutili autolimitazioni che non hanno riscontri in termini legislativi e che nella pratica favorirebbero i soliti professionisti della politica lametina e non di certo un rinnovo delle classi dirigenti di cui si sente fortemente il bisogno’.

Pare frutto di improvvisazione teorizzare che con questa proposta del Comitato si eviterebbero infiltrazioni nelle liste elettorali.

È comunque risaputo che prima della loro presentazione le liste vengono sottoposte al controllo della Prefettura che segnala eventuali irregolarità fra i candidati.

Senza dimenticare la “lista degli impresentabili” della Commissione Parlamentare Antimafia che in passato ha evidenziato in anticipo la presenza di alcuni candidati alle elezioni amministrative poichè condannati o con processi di rilievo in corso.

La storia recente ci narra, inoltre, di personaggi legati alla ‘ndrangheta estromessi dalle liste soltanto qualche giorno prima delle elezioni. Questo lascia perplessi se si considera che dovrebbero essere proprio i partiti ad assumersi la responsabilità di presentare liste “pulite”.

Diciamocelo, l’ultimo scioglimento non era prevedibile e solo chi era in malafede poteva pensare che la serietà professionale e lo spessore umano dell’avvocato Paolo Mascaro potessero non bastare per arginare certe infiltrazioni poi risultate deleterie per la vita amministrativa della sua giunta.

E ora al posto di ricostruire si cavalca l’onda del pregiudizio radicale nei confronti di una politica che si nasconde affinché tutto cambi perche’ nulla cambi .

Francesco Carito – PD

 

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