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Decapitata la Madonnina sulla roccia del parco Felice Mastroianni

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“Un grazie infinito alla persona che, amorevolmente, ha rimesso in sesto la Madonnina” afferma, in una nota, Gianfranco Turino di Calabria Sociale

La Madonnina sulla roccia, del parco Felice Mastroianni, sopra lo scorrere dell’acqua, che guarda il nostro mondo con la benevolenza di una madre, per proteggerci dai mali di questo infausto secolo, di morte e contaminazioni, di rivolte e povertà, di buio assoluto e di mancanza di un futuro.

La nostra voglia di tornare a ritrovare il bello della vita è uscire dall’onda del male che ci sta sommergendo.

Non è una semplice statuetta, è un simbolo, un sogno, una speranza, un ancora di salvezza che, la nostra mente e il nostro cuore, lanciano al presente per cercare un altro futuro, migliore dell’oggi.

Guardarla, al mattino, è il buon giorno per un nuovo attimo della propria vita, rivederla al tramonto con il contorno dei colori e con la luce che se ne va, è la sicura certezza di dormire sotto le ali della sua protezione.

Ma la mente umana non ha confini, la furia dell’essere trascende da ogni contesto e si scaglia contro tutti e contro tutto, perché? Per puro esibizionismo? Per la voglia di dimostrare una forza che è solo lo spicciolo decaduto di presunzione? Tutto assieme nelle tenebrose vie del male. Così questa rabbiosa inutilità ha fatto sicché una mano sacrilega, nella sera del 24 maggio, senza un motivo specifico, rompesse l’immagine sacra, decapitandola e cercando di distruggerla.

Forse un rancore verso il cattolicesimo o verso la madre di Cristo, o, ancora verso tutto lo scibile umano e soprattutto verso la città.

Una voluta offesa a chi vive accanto al parco, a coloro che, al mattino, guardano dalle finestre la statuina e sanno che la giornata può cominciare nel migliore dei modi.

Non ci sono spiegazioni logiche, c’è solo l’illogicità del gesto, un brutale marchio del diavolo.

La reazione è stata immediata, sono stati ricomposti i pezzi, deturpati, dell’immagine per continuare la sua misericordiosa presenza.

Un grazie infinito alla persona che, amorevolmente, ha rimesso in sesto la Madonnina; cementandola, successivamente, alla roccia, dimostrando che esiste sempre il rispetto e la devozione al nostro credo, rispondendo così, con un momento di pietà e perdono, alla follia di un esaltato.

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