L’Immacolata Concezione, fra storia e tradizioni popolari

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Breve excursus storico – teologico alle origini della festa della Immacolata Concezione e delle tradizioni popolari ad essa legata in Calabria.

Le origini pagane del culto mariano

La Chiesa Cattolica è l’unica confessione cristiana (in forma diversa anche gli Ortodossi) che da sempre ha dato molta centralità al culto di Maria, madre di Cristo. Ma un culto rivolto ad una giovane donna vergine, che ha concepito un figlio “speciale” risale a prima dell’avvento del cristianesimo.

Immagine tradizionale della Madonna

Infatti già in epoca pre-cristiana i popoli antichi annoveravano nel loro Pantheon di divinità una divinità femminile simbolo di fertilità, di vita e di purezza. Maria dunque è la corrispondenza cristiana della Dea Madre di nome Ishtar per gli Accadi, Artemide-Diana ad Efeso, Afrodite-Venere a Cipro, Demetra ad Eleusi o Bellona a Roma e sopratutto di Iside, in Egitto. Quest’ultima, infatti, giovane e vergine, si narra che generò il dio Sole Horus il 25 dicembre, il quale fu considerato dagli Egizi un Messia che compì molti miracoli. Il culto di Iside sopravvisse anche all’impero Romano e divenne molto popolare a Roma attraverso i marinai egizi che sbarcavano nei porti di Napoli e Pozzuoli, e sparirà ufficialmente soltanto nel 312 dc, cioè con l’Editto di Milano dell’imperatore Costantino che rese il cristianesimo religione ufficiale dell’impero Romano.

 

Il dibattito teologico su Maria

Prima della proclamazione del dogma sulla Immacolata Concezione di Maria nel 1854, per secoli nel mondo cattolico ci fu un acceso dibattito teologico per capire come mai Dio decise di incarnarsi in una donna mortale com’era la giovane Maria di Nazareth.

Analogia iconica fra dea madre pagana e Immacolata Concezione

Che Maria fosse una figura “speciale” nel progetto divino della salvezza della umanità si può trovare traccia nella Bibbia fin dal racconto della creazione di Adamo ed Eva, dove Eva è responsabile della scacciata dell’uomo dal paradiso terrestre e dove un’altra Eva, Maria, secoli dopo, accettando il progetto di Dio (“Eccomi, avvenga di me ciò che hai detto”) comunicatele dall’Arcangelo Gabriele (“ti saluto oh piena di grazia”), diverrà, secondo l’interpretazione cattolica, “la nuova Eva” che sanerà la ferita del peccato originale dando la possibilità a Dio di incarnarsi in lei. Così, nonostante il mondo cristiano si divise ben presto fra Cattolici e Ortodossi, rimase il comune culto a Maria. Gli Ortodossi ancora oggi venerano Maria col titolo di Panaghìa, “tutta santa”, mentre nel mondo cattolico ci saranno diverse interpretazioni sulla figura di Maria e sulla sua concezione.

Molti teologi cattolici ne discussero. Ricordiamo brevemente alcuni: Agostino d’Ippona definì la natura di Maria perfetta e speciale, mentre Anselmo d’Aosta sostenne che Maria nacque col peccato originale, ma fu anticipatamente redenta da Dio in vista della sua collaborazione al progetto di salvezza (non poteva un essere umano col peccato originale, dunque imperfetto, generare il figlio di Dio, perfetto e onnipotente). Tesi questa accolta da altri grandi teologi quali Bernardo da Chiaravalle, Alberto Magno, Tommaso d’Aquino e Bonaventura.

Con Dum Scoto invece accade un fatto nuovo: afferma che Maria fu concepita senza peccato originale, sempre perchè ella collaborando al progetto della salvezza non poteva essere imperfetta e al contempo avere in grembo il figlio di Dio perfetto e onnipotente. Cosi alla fine si formarono due scuole di pensiero; chi sosteneva la redenzione anticipata ( detti “macolisti”) come i Domenicani, e chi sostenevano la redenzione preventiva (“immacolisti”) come i Francescani.

Pio IX proclama il dogma della Immacolata Concezione (1854)

La proclamazione del Dogma

Passarono i  secoli, gli scontri fra le due scuole di pensiero furono sempre accesi, tant’è che si accusarono a vicenda di eresia, mentre in molte diocesi e stati europei vescovi e regnanti riconoscevano a livello locale l’Immacolata Concezione di Maria e ne decretano il patronato e i festeggiamenti liturgici solenni. Con Papa Pio IX (1846-1878) si giunse alla fine di tale dibattito allorquando decise di consultare i vescovi per capire cosa ne pensavano di un’eventuale pronuncia ufficiale del Pontefice sulla Immacolata Concezione di Maria (enciclica Ubi Primum del 1849).

Statua Immacolata a Roma voluta da Pio IX l’8 dicembre 1857

Su un totale di 603 vescovi e cardinali consultati, 546 approvano questa tesi, così Pio IX promulgò la enciclica Inneffabili Deus del 8 dicembre 1854 dove si legge testualmente «[…] dichiariamo, affermiamo e stabiliamo che è stata rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale; pertanto, questa dottrina dev’essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli.» Cosi il magistero papale affermò definitivamente che è verità di fede incontestabile che la concezione di Maria da parte dei genitori Gioacchino ed Anna fu fatta senza che essa contrasse come gli altri esseri umani il peccato originale, e che dunque ella non commise in vita sua nessun tipo di peccato né veniale, né mortale. Contrari a questo dogma si espressero subito i cristiani Protestanti, come anche gli Ortodossi, i quali si venerano Maria con particolare devozione, ma non accettano di imporre verità di fede assolute sopratutto da parte del papa di Roma di cui ancora oggi ne contestano il Primato.

Il culto liturgico

A coronamento della sua decisione, Pio IX fece erigere a devozione della Immacolata Concezione una statua su Piazza di Spagna a Roma l’8 dicembre 1857 (finanziata dal re di Napoli Ferdinando II). Da allora, ogni anno l’8 dicembre, dal pontificato di Giovanni XXIII (1958-1963), i papi si recano per omaggiare l’effige con un cesto di fiori e recitando preghiere e intenzioni.

Apparizioni mariane a Lourdes (Francia – 1858)

Quasi ovunque nei paesi cattolici si pensò di erigere monumenti simili o di proclamare l’Immacolata Concezione patrona di paesi e stati. La messa dell’ 8 dicembre è solennità, e il colore liturgico è il bianco (se celebra un vescovo, cardinale o il Papa usano paramenti liturgici color oro). In Spagna e in alcune diocesi portoghesi, per antico privilegio papale, il paramento liturgico per questo giorno può essere di colore azzurro.

Furono subito percepite come conferme divine della scelta della proclamazione del dogma mariano le presunte apparizioni entrambe avvenute in Francia nel 1830 e nel 1858. La prima a Catherine Labouré, novizia nel monastero parigino di Rue di Bac, le seconde alla contadina Bernadette Soubirous, a Lourdes, la quale asserì che la sua visione si era presentata con le parole “Que soy era Immaculada Councepciou” (“Io sono l’Immacolata Concezione”).

I cattolici ricordano l’Immacolata Concezione di Maria recitando la preghiera dell’Angelus, del l’Ave Maria e sopratutto nell’inno Tota pulcha es Maria. Infine molti Ordini religiosi maschili e femminili sono a lei consacrati o l’hanno posta come patrona (tipo i Francescani). Legati a questo dogma sono i nomi femminili Immacolata e Concetta.

Processione Immacolata a Palmi (RC) nel 2016

Le tradizioni popolari in Calabria

In Calabria la devozione alla Immacolata Concezione è molto radicata. Esistono migliaia di chiese a lei intitolate, così come per lei si celebrano Novene e si porta in processione la sua effige (famosissima la processione della Immacolata di Palmi). Nelle città sedi di diocesi è consuetudine che il Vescovo alla fine della celebrazione della messa solenne (Pontificale) si rechi in processione assieme al Capitolo presso l’effige pubblica della Immacolata per omaggiarla con la stessa modalità che fa il Papa a Roma.

Pignolata

E’ tradizione, infine, che dal giorno 8 si allestiscano nelle case gli alberi di Natale e i presepi, mentre il pranzo abbondante anticipa i pasti raffinati delle feste natalizie ormai imminenti, dove sulle tavole si consumano pietanze tradizionali quali le Grispelle (nel cosentino detti Cuddrurieddri) che possono essere dolci (con sopra zucchero a velo) o salate (nell’impasto si mette sale o una acciuga) e la Pignulata, palline di pasta fritte e condite con miele e chicchi di zucchero colorati.

Matteo Scalise

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