Meetup 5 Stelle chiede chiarezza sul rischio sismico a Lamezia

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Per qualcuno potrà essere allarmismo o procurato allarme, per altri, speriamo in tanti, una seria situazione su cui discutere e concertare al meglio una soluzione immediata.

Inizia così il comunicato stampa di Meetup 5 Stelle, che trasmettiamo interamente.

COMUNICATO STAMPA

Per qualcuno potrà essere allarmismo o procurato allarme, per altri, speriamo in tanti, una seria situazione su cui discutere e concertare al meglio una soluzione immediata. C’è infatti in ballo la vita dei nostri figli e, perché no, pure la nostra.

Il primo cittadino ha lanciato sulla sua pagina facebook una campagna sulla prevenzione sismica, annunciando che «il Comune di Lamezia Terme sta lavorando con proficuità sull’aggiornamento del Piano di Protezione Civile», e che «provvederà a breve ad indicare con apposita cartellonistica le aree di attesa, di ricovero e di ammassamento», ricordando anche come sulla sicurezza degli edifici pubblici, ed in particolare delle scuole, sia prevista una mini-campagna di lavori per l’ammodernamento di alcuni degli edifici scolastici del Comune.

Ed addirittura si legge come sia in corso di svolgimento una manifestazione di interesse per l’affidamento degli incarichi agli studi tecnici per le indagini geognostiche e geologiche e per la microzonazione sismica di terzo livello (quella che dovrebbe finalmente individuare in maniera univoca la posizione della faglia – o delle faglie – sul territorio lametino)!!! Bene!

Quindi in questo particolare momento storico, e soprattutto sulla scia di queste importanti decisioni, sarebbe utile che il sindaco decidesse di pubblicare i coeff. di vulnerabilità sismica (che indicano banalmente, con un numero compreso tra 0 e 1, il livello di sicurezza dell’edificio – 0,1 ad esempio indica alto rischio sismico, mentre 0,9 un buon livello di sicurezza) di tutti gli edifici scolastici e dei principali edifici pubblici a carattere strategico.

La nostra attenzione è, e deve essere, rivolta in primo luogo alle scuole, che, come tutti sanno, spesso in Italia sono edifici storici o comunque risalenti ad epoche in cui l’attenzione ai dettagli di antisismicità erano scarsi. Eppure ogni giorno questi edifici si riempiono di bimbi, da 3 a 18 anni, che in caso di evento sismico non hanno contezza (o meglio, i loro genitori non hanno contezza) di quale sia il grado di resistenza delle mura in cui passano una buona parte delle loro giornate.

Senza nulla togliere alle necessarie ed obbligatorie esercitazioni che ogni anno si fanno a inizio periodo scolastico, almeno per esorcizzare la paura o comunque assolvere ai compiti imposti dalla legge, bisogna però precisare che tutto diventa sostanzialmente inutile se a non essere preparati sono in primis gli edifici che accolgono quotidianamente i nostri figli.

Ormai dovrebbe essere chiaro che il terremoto non uccide nessuno

Sono piuttosto i crolli i responsabili delle morti che si piangono in Italia e nelle scuole di ogni ordine e grado. Se per le persone già di una certa età le speranze di non morire sotto le macerie aumentano, le nuove generazioni, al contrario, potrebbero essere semplicemente condannate.

Venire a conoscenza delle reali capacità di resistenza al sisma di ogni edificio scolastico (e anche di tutti gli altri edifici pubblici), dovrebbe essere il primo passo per coinvolgere i diretti interessati. Da un lato rendendoli informati della reale condizione del patrimonio edilizio (scolastico e non solo) della nostra città, dall’altro mettendoli in grado di scegliere (o non scegliere) una scuola per i propri figli anche in base al criterio della sicurezza sismica.

Meetup 5 Stelle Lamezia Terme

Amici di Beppe Grillo

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