Cucina tipica calabrese: le frittelle di neonata

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Ricetta frittelle di neonata calabrese

Viene chiamato anche bianchetto ed è il novellame del pesce azzurro – in particolare sardine e acciughe – pescato nel mar Mediterraneo. Oggi Giovedì gnocchi presenta la ricetta delle frittelle di neonata, una specialità della tradizione culinaria del Sud Italia a cui pochi sanno resistere.

Seppur i decreti ministeriali e regolamenti della Comunità Europea ne limitino la pesca a determinate condizioni legate al periodo dell’anno e alle dimensioni del pescato, i pescetti neonati non hanno perso il loro appeal.
Molto amata in Calabria, la neonata (o bianchetto, o ancora, in dialetto, nunnata e nannata) viene utilizzata nel Crotonese e nell’Alto Ionio Cosentino per preparare la sardella, detta anche il caviale calabrese o rosamarina.

Preparare le frittelle di neonata è molto semplice e non richiede troppo dispendio di tempo. Di seguito la ricetta:

Ingredienti:

  • un kg di neonata fresca
  • 400 grammi di farina
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
  • limone

Leggi anche la ricetta del panino col pesce spada

Procedimento:

Per prima cosa lavare accuratamente il pesce neonata; difatti questo particolare pesce presenta spesso molta sporcizia marina essendo minuscolo e difficile da maneggiare. Lasciare asciugare e quando la neonata non è più bagnata salarla leggermente.
Preparare intanto un foglio di carta da pane con 400 grammi di farina. Unire la neonata alla farina al fine di comporre delle frittelle piatte della larghezza di un pugno.

Versare abbondante olio extravergine d’oliva in un tegame (in alternativa si può anche utilizzare l’olio di semi di girasole) e, quando l’olio comincia a sfrigolare, immergere le frittelle.

Friggere le frittelle di neonata fin quando non assumono un colore dorato da entrambi i lati.
Condire con qualche goccia di limone e servire calde in compagnia di un secondo leggero di pomodori o mozzarella e con un vino rosso fresco: la redazione di Giovedì gnocchi consiglia un Nerello calabrese oppure un Gaglioppo.

Antonio Pagliuso

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