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Cchjù scuru ‘i minzannotti ‘un po’ binìri

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Cchjù scuru ‘i minzannotti ‘un po' binìri

Detto in soldoni è «peggio di così non può andare» anche se, come postulato di vita pratica, ben sappiamo che «non c’è mai limite al peggio»

A dircelo, addirittura, sono pure i nostri Classici, di cui propongo una lettura nel mirino della vostra osservazione:

[Olim Syracusis, cum optimi cives Dionysii tyranni mortem propter gravissimam morum acerbitatem et molestissima onera crebris precibus peterent, mulier senectutis ultimae matutino tempore deos orabat ut tyrannus esset incolumis. Cum Dionysius id cognovisset, illam benevolentiam sibi non debitam esse sentiens, mulierem arcessivit dixitque: «Cur hoc facis?». Respondit promptissima mulier: «Cum puella essem, tyrannusque Syracusis esset gravior, eum interfici cupiebam. Cum tyrannus interfectus esset, alius taetrior regnavit. Iterum illum quoque dominatum finiri vehementissime cupivi.Nunc Dionysium tertium superioribus multo superbiorem rectorem habemus. Itaque,cum interfectus eris, peior princeps in locum tuum certe succedet. Melius est, ergo, Dionysium valēre». Muliere tam faceta obstupuit tyrannus beluis ferocior! (da Valerio Massimo)].

Libera traduzione:

[Una volta, a Siracusa, mentre i migliori fra i cittadini con continue preghiere chiedevano la morte del loro tiranno a causa dell’insopportabile durezza dei suoi costumi e delle spiacevolissime tasse subite, una signora molto in avanti negli anni pregava gli dei ogni mattina perché lui, invece, rimanesse incolume il più possibile. Quando Dionigi venne a sapere questa cosa, essendo consapevole del fatto che quella benevolenza non era a lui dovuta, la fece chiamare e le chiese: «Perché fai ciò?». Quella rispose, assai risoluta, in questo modo: «quando ero fanciulla e a Siracusa c’era un despota piuttosto duro, lo desiderai morto e sepolto. Dopo la sua morte fu re un altro più odioso. Di nuovo mi misi a supplicare sommamente affinché quel dominio fosse fatto cessare al più presto. Ora abbiamo Dionigi come terzo capo molto più arrogante dei predecessori. E così, quando sarai ucciso tu, prenderà certamente il tuo posto un altro peggiore. Dunque è preferibile che stia in salute a questo punto. Quell’aguzzino più feroce delle belve rimase meravigliato da una donna così spiritosa!].

Anche in questo caso, però, i toni del discorso tendono ad esorcizzare i momentacci del presente: probabilmente per istinto di preservazione si evita l’esasperazione, è assolutamente naturale, credo! Storie di buchi neri e Bing bang: l’astronomia, con l’esplosione di vita, sa rincuorare la psicologia, mi sa!

Prof. Francesco Polopoli