Franco Costabile, il figlioccio di Giuseppe Ungaretti

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Fu assieme a Lorenzo Calogero il massimo esponente della poesia neorealista del dopoguerra, in cui coniugò la denuncia sociale con il senso fortissimo di sradicamento che i calabresi di ogni tempo sperimentano lontano dalla loro terra

Franco Antonio Costabile nacque a Sambiase (ora Lamezia Terme) il 27 agosto 1924 da Concetta Immacolata Gambardella, esponente di una famiglia di commercianti d’origine amalfitana e da Michelangelo Francesco Pietro, uomo di lettere e cosmopolita, che poco dopo il matrimonio abbandonerà la famiglia e l’Italia per andare a studiare alla Sorbona di Parigi e da lì andrà a insegnare lingue a Sfax, in Tunisia, ove si stabilì definitivamente. La mancanza della figura paterna segnerà per sempre il giovane Costabile, tanto che per questo dolore scriverà la sua prima poesia dal titolo Vana Attesa (1939).

Frequentato il liceo classico Francesco Fiorentino della vicina Nicastro,  dove la formazione letteraria del giovane poeta sarà influenzata dalle figure del suo professore di lettere, l’intellettuale Oreste Borrello che lo fece avvicinare alle idee politiche del Partito d’Azione, sui cui giornali, l’Italia libera e La via ancora ventenne nel 1944 incomincerà a pubblicare la sue prime poesie, e dello zio materno di suo padre, il farmacista Vincenzo Sposato, amante dei classici. Dopo il diploma s’iscrisse alla facoltà di lettere prima a Messina e poi dal 1946 a Roma, dove strinse forte amicizia col grande poeta ermetico Giuseppe Ungaretti, suo docente di storia della letteratura italiana contemporanea, e quindi si laureò con una tesi di Paleografia.

Costabile da bambino con la madre

Il soggiorno romano e la poetica

Trasferitosi definitivamente nella Capitale, comincerà ad insegnare lettere in alcuni licei ed istituti tecnici. Nel 1953 sposerà una sua ex allieva, Mariuccia Ormau, da cui avrà due figlie, e nel frattempo si fece notare e apprezzare dai circoli letterari romani frequentando personalità quali Raffaello Brignetti, Elio Filippo Accrocca e soprattutto il pittore Enotrio Pugliesi, che considererà fra i suoi più cari amici.  Scrisse in questi anni componimenti lirici pubblicati su riviste quali La Fiera letteraria, letteratura, Botteghe oscure, Inventario, Tempo presente, l’Europa letteraria.

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Contattò in privato lo scrittore Elio Vittorini, a cui chiese consiglio se continuare la sua produzione poetica, ed ebbe per risposta un deciso incoraggiamento. Così nel 1950 pubblicherà il suo primo libro, La via degli Ulivi (Editore Maia, Siena) mentre il secondo e ultimo, considerato dalla critica il suo capolavoro, La rosa nel bicchiere, sarà edito nel 1961 dalla casa editrice romana Canesi. Importanti sono anche i componimenti Il canto dei nuovi emigranti e la lirica 1860 quest’ultima contenuta nella raccolta collettiva Sette piaghe d’Italia (1964). Fu anche critico letterario, commentando nel 1960 le Lettere da Sant’Anna di Torquato Tasso, edite dalla Cappelli di Firenze.

Costabile ritratto dall’amico pittore Enotrio Pugliese

La poetica del Costabile, in sintesi, si poggia sulla descrizione asciutta e concreta di episodi e aspetti caratterizzanti il sud del dopoguerra, con il suo ambiente sociale arretrato, le differenze sociali cause di soprusi e abusi, e soprattutto la piaga della emigrazione, iniziata con l’unità nazionale e ripresa negli anni cinquanta, vissuta in prima persona del poeta, non vista però come risoluzione al problema della fame ma come doppia umiliazione, sia economica che esistenziale.

Infatti, Costabile nella metropoli romana non si sentirà mai pienamente accettato socialmente, anzi vivrà sempre col rimpianto di non poter vivere nella sua Sambiase, paese che al contempo però, a causa della sua chiusura mentale, fu motivo per cui decise di trasferirsi a Roma.

La sua poesia è stilisticamente ermetica, poiché risente dell’afflusso di Ungaretti, ma è anche neorealista per la descrizione cruda ed essenziale della condizione di vita di un paese del Meridione d’Italia. La Calabria è percepita dal poeta sia come madre che come matrigna, poiché al contempo insegna i valori autentici della vita ma ti costringe a fuggire da essa per vivere dignitosamente.

La tragica morte e il ricordo postumo

Il disagio esistenziale vissuto dal poeta lametino nella moderna e alienante Roma si acuì nel 1964, con la morte, a causa di un male incurabile, della cara mamma, unico legame ancora rimasto con Sambiase. Già provato dal fallimento del suo matrimonio, avvenuto pochi anni dopo la sua celebrazione, e la chiusura definitiva dei rapporti con il padre, che lo rifiutò definitivamente, portò Costabile a una nevrosi grave causa del suo improvviso isolamento in casa (situazione simile a quella vissuta dal poeta Lorenzo Calogero) che lo indusse a respingere l’aiuto dei suoi amici, preoccupati del suo irrecuperabile crollo psicologico.

La sofferenza esistenziale cesserà finalmente il 14 aprile 1965, un mercoledì, quando il poeta, appena quarantenne, si lascerà morire nel sonno tenendo aperto il rubinetto del gas nel suo appartamento sito in via del Casal Giuliani, nel quartiere Monte Sacro.

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La notizia della sua morte fu data, con scarne parole, da un quotidiano romano il giorno seguente il suo suicidio. Oggi riposa nel cimitero di Sambiase, nella cappella della famiglia materna, dove è presente un epitaffio funebre scritto da Giuseppe Ungaretti.

A 53 anni dalla sua tragica morte, Costabile è stato ricordato in convegni e pubblicazioni critiche della sua poetica, anche grazie e soprattutto all’opera instancabile del compianto professor Tonino Iacopetta, che ha scritto curatele e prodigato nelle ristampe dei suoi libri. Nella sua Sambiase, oggi popoloso quartiere del comune di Lamezia Terme, a Costabile sono state intitolate una via, una scuola secondaria di I grado, una targa marmorea sulla facciata della casa natia, un Parco Letterario nel 2013, un Premio attivo fino al 2008, il Teatro Politeama nel 2015, mentre risale al maggio 2018 un’opera teatrale ispirata al componimento poetico Mio Sud a cura dei ragazzi della scuola primaria del comune di Pianopoli (CZ).

Esistono delle vie intitolate a Costabile anche a Vibo Valentia e a Rizziconi (RC).

Matteo Scalise

 

 

 

 

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