Felice Mastroianni, il poeta neoellenico lametino

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Poeta e docente, scrisse poesie sia in italiano che in greco, divenendo ultimo autorevole cantore della Magna Graecia poetica.

Felice Mastroianni nacque a Platania (CZ) il 4 agosto 1914 da Cesare, medico e da Serafina Stranges, proveniente da agiata famiglia originaria di Conflenti (CZ). Persi precocemente i genitori, studiò presso il Convitto Pasquale Galluppi di Catanzaro e completò gli studi liceali a Nicastro (ora Lamezia Terme).

Laureatosi in lettere classiche a Napoli ad inizio anni Trenta, prestò il servizio militare e ad inizio anni Quaranta iniziò la sua carriera di docente in giro per la Calabria dove, a Cassano sullo Ionio conoscerà la sua futura moglie, Antonietta Munno con cui avrà tre figli. Trovata sede stabile d’insegnamento a Nicastro, vi si trasferì con la famiglia fin quando ad inizio anni Sessanta ritornò nuovamente a Napoli, periodo questo molto felice per il poeta lametino, tant’è dedicherà una poesia a Napoli dal titolo Napoli, un debito d’amore poiché in questi anni ebbe l’opportunità di conoscere grandi letterati quali Michele Prisco, Mario Pomilio, Mario Stefanile e sopratutto Mario Luzi, con cui resterà in contatto epistolare e poetico per tutta la vita.

Casa natale di Mastroianni a Platania (CZ)

Rientrò definitivamente a Nicastro nel 1968, dove trascorse il resto della sua vita alternando alla docenza presso il liceo Classico Francesco Fiorentino e l’Istituto Tecnico Commerciale Valentino De Fazio soggiorni nella natia Platania fino a quando non lo colse la morte il 21 aprile 1982. E’ stato ricordato più volte dai suoi ex alunni come grande figura non solo di docente ma sopratutto di educatore che egli ritenne come una nobilissima missione da compiere per formare le coscienze dei giovani non solo da un punto di vista culturale ma anche morale, civile e sociale.

Le opere di Mastroianni

Mastroianni cominciò a scrivere poesie fin da ragazzo ma il suo esordio letterario risale però al 1935 con il saggio L’Infinito Leopardiano dove analizzerà il concetto di dolore secondo il poeta marchigiano, a cui seguiranno l’anno successivo Il canto della luce e nel 1939 Coscienza cristiana di Ulisse dantesco. Nei primi anni Quaranta pubblica i primi esperimenti poetici quali Frammenti (1941), Notturno (1942),  Alba lontana (1942) anche se il vero esordio poetico del Mastroianni avverrà solo in età adulta nel 1963 a quarantanove anni a Napoli, dove finalmente si riterrà sicuro di far conoscere al grande pubblico la poesia che portava dentro di sé, e che gli frutteranno negli anni il conferimento di premi nazionali e la conoscenza e la stima letteraria di grandi poeti nazionali quali Mario Luzi e Mario Sereni nelle raccolte poetiche L’arcata sul sereno (1963), Favoloso è il vento (1964), Lucciole sul granturco (1965), Tre poesie (1966), Il vento dopo mezzodì (con prefazione di Luzi) del 1968, Il riso delle Najadi (con prefazione di Sereni) del 1971 e Luna santa luna del 1974 . Pubblicò anche il saggio nel 1966 Filippo Greco: l’ultimo dei romantici calabresi.

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Negli anni Settanta vedrà invece il trionfo della poetica del Mastroianni nella lingua greca con la raccolta Trilogia Neollenica del 1975, che fu una sintesi delle raccolte poetiche precedentemente pubblicate quali Quaderno di un’estate (1975), Primavera (1977) e La favola di Eutichio (1982) pubblicati ad Atene e che gli fruttarono la stima e il riconoscimento di grecista da parte del poeta ellenico Febo Delfi.  Postuma uscì nel 1983 la raccolta completa delle poesie di Mastroianni Quest’ombra sul terreno, nel 2001 ’U cantu ’ngola (Il canto in gola) in vernacolo e nel 2003 Il pane degli anni – Memoria d’ una sorgiva. Negli anni Mastroianni ha scritto saggi e articoli sulle più importanti riviste letterarie calabresi parlando di poeti passati o a lui contemporanei, di poesia greca e di tanto altro. Alla sua morte il poeta neoellenico ha comunque lasciato molto altro materiale inedito, ancora oggi da studiare dai critici letterari e da pubblicare.

La poetica di Mastroianni

Mastroianni rientra nel grande pantheon dei poeti lametini vissuti a cavallo fra fine XIX e  XX secolo quali Michele Pane, Vittorio Butera, Dario Galli e Leopoldo De Fazio con cui Mastroianni ne condivide alcune tematiche. Segnarono indelebili l’animo di Mastroianni la prematura scomparsa dei genitori e le vicissitudini interiori causate dal secondo conflitto mondiale e gli anni della ricostruzione post bellica, dolori e inquietudini affrontate dal poeta con una profonda e radicata fede religiosa.

Mastroianni col poeta Mario Luzi

La poetica del Mastroianni, che come già accennato esplose nella sua maturità e complessità durante il suo soggiorno da padre e docente nella Napoli della sua giovinezza di studente universitario, si centrò sulla narrazione/nostalgia della sua infanzia vissuta nella serenità del piccolo paese montano Platania, ai piedi del monte Reventino (che il poeta considererà simbolo di grandezza morale, di ricerca dell’Assoluto), circondato da una natura secolare e lussureggiante e dei ritmi di vita dei suoi abitanti semplici, umani, autentici che fecero sgorgare al Mastroianni versi carichi di nostalgica bellezza, armonia, solitudine e di memoria irripetibile, sulla scia della tradizione poetica classica e sopratutto pascoliana.

Mastroianni analizza e riflette sulla correlazione profonda fra i luoghi della memoria e il significato della giovinezza e delle maturità della vita che affronta e si scontra ciclicamente con i mali atavici del Sud quali la disperazione secolare e la forzata emigrazione, facendo porre domande profonde all’uomo sradicato dalla sua terra natia, che poi però si abitua a questa infelice condizione di straniero in terra non sua, fonte quindi della sua struggente nostalgia per il tempo dell’infanzia.

Mastroianni ormai vegliardo

Infanzia perno di un discorso poetico che per il Mastroianni è sacro, com’è sacro il concetto di famiglia, delle amicizie autentiche, della ospitalità, del giorno di festa, perfino del matto del paese che fa di Mastroianni un degno erede dell’etica greca importata dai coloni che fondarono la Magna Graecia in età antica e di cui Mastroianni si sente figlio ed erede di quella tradizione, quale baricentro e inizio della civiltà occidentale come noi oggi la conosciamo, tant’è che scrisse in greco una delle sue opera poetiche più bella ed omaggiata sia in Italia che in Grecia qual’è Trilogia Neoellenica, dove esaltò con l’uso della lingua greca la grecità che instilla nostalgia e rimpianto della terra natia vissuta ed esaltata come madre che genera la vita e che richiama ogni suo figlio a tornare sopratutto quando giunge il tempo della morte.

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Il ricordo postumo

Mastroianni riposa per sua volontà nel cimitero di Platania. Come già detto, ancora oggi esiste materiale inedito che attende di essere valorizzato e pubblicato. Lamezia Terme ha omaggiato il poeta dedicandogli un parco fluviale ad inizio anni Duemila ove è presente una stele in marmo recanti i versi della sua poesia Poeti neoellenici , mentre nella natia Platania esiste ed opera una associazione culturale a suo nome dal 2011 voluta da parenti e amici del poeta (www.associazioneculturalefelicemastroianni.it), che ha raccolto il materiale poetico edito ed inedito, lo ricorda con convegni e con un premio nazionale di poesia. Infine presso la casa natale è posta una targa commemorativa, mentre molte delle sue poesie sono state affisse nelle vie principali del paese, trasformandolo di fatto in un Parco Letterario.

Matteo Scalise

 

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